Piazza Benito Mussolini 1934... di Fotogramma
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![]() Il mio paese nativo Termoli Non dimenticherò Non dimenticherò mai… il cinguettio degli uccelli, in primavera il fruscio delle foglie e la brezza del vento in autunno Non dimenticherò mai… il sole come un fuoco cocente dell’estate i fuochi d’artificio in Agosto e l’odore del legno bruciare nel freddo inverno Non dimenticherò mai… gli odori del mare dell’acqua azzurra le nuvole nel cielo blu e la candida neve in dicembre Non dimenticherò mai Il mio paese e mai lo farò. Alessia Cericola - Melbourne
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\\ Prima Pagina : Storico : Viaggi (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
nov02dom
Le Diomedee andate in onda oggi nella nota trasmissione di ... dic29sab
apr14sab
Questa è una delle contraddizioni del territorio costiero molisano che ha mandato su tutte le furie alcuni imprenditori del "Valle Biferno" intenzionati a proseguire nelle loro lamentele, almeno per il momento. ... dic19mar
L’occasione è di quelle ghiotte: una buona offerta colta al volo in un’Agenzia di Viaggi, la possibilità di essere “guidati” da un vero amico che ha vissuto in Inghilterra e l’opportunità di trascorrere un ‘week-end’ diverso in allegra compagnia, di quelle che difficilmente dimentichi!!
Questi i presupposti della mia breve visita a LONDRA, capitale britannica dai mille volti e infinite bellezze artistiche; per me, in particolare, la voglia di conoscere, di scoprire posti che nella mia mente avevano ancora il sapore ‘agrodolce’ delle illusioni… Inizialmente la scettica curiosità di andare a vedere un luogo che forse non era nella mia ‘top-ten’ e che, invece, (come prevedevo) ha ampiamente superato tutte le mie aspettative! E la gradevole prospettiva di festeggiare e confermare in questo modo un’amicizia con due persone uniche, due amici splendidi…!!! ...
ott05gio
I 50 partecipanti, accompagnati dall’assessore Guido Messere, dal consigliere e assessore ... ago01mar
Forse la semplice gioia di respirare aria pura, la curiosità di vivere l'incanto di panorami idilliaci e dei “virtuosismi” di una natura selvaggia e incontaminata, l'interesse per culture differenti dalla nostra, mi hanno spinto a “volare”, in qualità di turista, nei cieli di una Scandinavia da sogno, meta dalle indubbie qualità ecologiche, artistiche ed intellettuali che ridestano il corpo e lo spirito. STHOCKOLM (Stoccolma), “the beautiful capital of Sweden founded 1252”, è una città moderna, anche se vi sono zone che conservano un'atmosfera paesana molto caratteristica. La definirei senza dubbio la “Venezia del Baltico”, con il suo lento “scivolare” tra mille canali e lo splendido Lago Malaren le cui acque si uniscono indissolubilmente a quelle salate del Mar Baltico. La sua natura è resa più aspra da oltre 24.000 isolette dell’arcipelago e dai noti fiordi. Stoccolma ha tutto ciò che un turista possa desiderare: antichi palazzi, prestigiosi musei d’arte contemporanea, eleganti negozi, immensi parchi, ampi viali su cui vedi correre fisici tonici e possenti in cui è facile intravedere la forza “vichinga” dei popoli del grande Nord! Di particolare interesse “Gamla Stan”, la città antica, nota per i sui splendidi palazzi, le viuzze caratteristiche, dove lo “shopping” regna indisturbato tra mille souvenir; e poi il Palazzo Reale con le sue 608 stanze che è anche il più grande castello del mondo che ancora ospiti tra le sue mura una Famiglia Reale. Se visitate questa grande capitale europea non dimenticate di dare un’occhiata al Palazzo del Municipio dove ogni anno avviene la cerimonia per la consegna dei Premi Nobel. Una volta usciti dalla città, le splendide foreste e gli enormi laghi della Svezia vi offriranno innumerevoli attività all'aperto, dal pattinaggio (d’inverno su ghiaccio) all'avvistamento degli enormi alci. Pensate che ogni anno ad Ottobre, quando apre i battenti la stagione della caccia, devono essere abbattuti necessariamente circa 100.000 alci, a dimostrazione del sovrappopolamento di questa specie! Poco più a nord di Stoccolma, la città di Uppsala, una delle più antiche città della Svezia, rinomata in particolare per la sua Università che fu fondata nel 1477 (comunque dopo l’Università italiana). In questo centro si potranno ammirare la Cattedrale luterana, l’antica Biblioteca e il castello. A pochi chilometri di distanza non si possono non percorrere le piccole viuzze del villaggio di Sigtuna, antica capitale svedese, situata in posizione idilliaca sul Lago Malaren e caratterizzata dalla case in legno colorate e dai numerosi negozietti di artigianato locale nelle cui vetrine domina incontrastato il cavallino rosso inciso in legno e non l’alce, come invece potevo immaginare! Il Dalahäst, questo cavallo di varie stature e colori in legno, decorato con motivi floreali e con vivaci colori, è nato in Dalecarlia, una delle regioni più popolate e culturali del Paese. Non si sa a quando risale, ma probabilmente i nonni ed i genitori intagliavano nel legno questi cavalli nel tempo libero per i loro rispettivi nipoti e figli e questa tradizione è stata tramandata fino ad oggi; essendo la Dalecarlia la regione simbolo della Svezia, il Dalahäst si è esteso oggi a tutto il territorio. A questo punto consiglio, a quanti fossero interessati, una bella minicrociera (circa un’ora e mezzo) sul Lago Malaren per raggiungere il Palazzo di Drottingholm, un tempo residenza estiva ed oggi residenza permanente della Famiglia Reale di Svezia. E’ davvero emozionante sperimentare così da vicino come la natura si sia divertita da queste parti col territorio circostante!Prima di lasciare la nordica Stoccolma, consentitemi una nostalgica riflessione (che ora è purtroppo già ricordo): un vivo e rosso tramonto con un gioco di luci ed ombre favoloso alle 23.45, quando da noi il buio ha raggiunto ormai i toni più intensi; il lasciarsi “gongolare” nei piccoli e romantici locali notturni che galleggiano sulle sponde del Baltico; lo sguardo quasi impenetrabile delle migliori “bellezze vichinghe” che lasciano trasparire al contempo un calore intenso ben riposto nelle pieghe dell’anima; profumi e sapori a volte fin anche troppo intensi che annunciano al palato i sapori freschi di deliziosi salmoni o dei caldi e dolcissimi “strudel” d’origini germaniche… E così il pensiero lascia una Svezia semplice ma puntuale, precisa, rigorosa; una terra in cui al primo posto c’è il rispetto per la gente, per la natura, per gli animali e l’ambiente; una terra in cui si muovono civilmente uomini e donne dalle menti e dalle facoltà eccezionali; una terra in cui vive ancora il sublime e gigantesco Vascello Vasa, l’unico vascello vichingo superstite al mondo risalente al XVII secolo.
Con oltre il 95 percento dei suoi componenti originali conservati, e le sue numerose sculture, il Vasa è un tesoro artistico straordinario, è una delle bellezze storiche più importanti al mondo. Dopo un interminabile viaggio in pullman (circa 700 Km), attraversando un’interminabile foresta svedese (la taiga) in cui è facile scorgere tantissimi borghi di campagna davvero caratteristici e minuscoli villaggi di case rosse, si giunge finalmente alla brevissima traversata in mare (20 minuti circa); un strettissimo braccio d’acqua salmastra che unisce (e non divide) due sponde di due città gemelle: la svedese Helsimborg e la danese Helsingor.
L’aria più tiepida, odori più dolci, accenti più sonori e meno gutturali, già preannunciano un panorama diverso che risente inevitabilmente dell’Europa germanica anche se dagli accenti sensibilmente nordici!
La Danimarca, piccolo sorella dei paesi scandinavi, è un assemblaggio d'isole incastrate tra il Mar Baltico ed il Mare del Nord. Un paese che i viaggiatori forse attraversano spesso troppo rapidamente… Hanno indubbiamente torto! La Danimarca non è soltanto il paese di Andersen (lo scrittore della famosissima Sirenetta), degli elfi e dei trolls, ma nasconde anche molte meraviglie ecologiche ed un popolo vivo (forse ai limiti dell’immaginabile) e caloroso! Partite dunque alla scoperta di questi veri "meridionali del Nord" e scoprirete un paese che propone migliaia di altri tesori, più discreti, alla deviazione di ogni cammino, di ogni città!
Sul cammino da Helsingor verso sud, vi troverete dopo circa un’ora a Kobenhaun (Copenhagen:l’origine della parola significa “porto di mercanti”) dal passato glorioso, ricca di attrattive di ogni genere!
Qui, non trovi più la metodicità del popolo svedese, non più ritmi lenti e cadenzati, non più paesaggi “melanconici” e romantici, ma un misto di colori che quasi stridono nelle vie e nelle piazze di questa ridente capitale. Si potranno ammirare il favoloso Parco Tivoli, un “polmone verde” ricco di vegetazione in pieno centro urbano con ogni sorta di divertimento al suo interno: oltre 200 tra ristoranti, pub, pizzerie, cornetterie, birrerie, bistrot… giostre d’ogni tipo, artifici meccanici, zampilli d’acqua, laghi artificiali, fontane colorate, animali… insomma una “città dei balocchi” nella città!
Lungo gli scogli aguzzi del porto mercantile, si erge immobile e ferma nel tempo la triste “sirenetta”, protagonista della favola di Andersen dal destino tragico e fatale, ma dalla cui tragedia tutta personale nacque, secondo il racconto mitologico, questa magica città!Tra le vie, spicca Nyhaun (porto nuovo), un luogo eccentrico, fortemente caratteristico per il lungo canale da cui ogni giorno partono mille imbarcazioni e dove sono ancorati velieri imponenti. Nyhaun è caratteristca per i palazzi di stile prettamente nordico dai colori vivaci che costeggiano ambo i lati del canale! Davvero un posto suggestivo, in cui la sera è consuetudine rilassarsi sorseggiando una Carlsberg (famosissima birra danese) ai tavoli di uno dei locali tipici che costeggiano le sponde del mare! (attenzione ai prezzi: 2 birre 85 corone danesi, circa 12 Euro)!
Nelle maggiori piazze, tra i colori e le luci di piccoli negozietti di souvenir e delle grandi vetrine dei centri commerciali e delle firme più prestigiose, il colore e l’antropologia di un popolo, la cultura, l’arte, la tradizione… l’innovazione tecnologica, la storia, l’arte drammatica e filodrammatica, l’inventiva, l’estro e il genio degli artisti di strada… il cuore vivo e pulsante di una città dalle mille sfaccettature, dai mille contrasti, una città che rapisce e intriga con le sue troppe trasgressioni, con mille tentazioni; ma anche una città che mostra fortemente il volto aspro di chi ha scelto la vita di strada nella miseria più assoluta, come barboni o mendicanti e che sembra non aver più nulla da dire né da raccontare!Ma non è così… perché in quegli sguardi sbigottiti e non più lucidi, tra quelle menti stranite da “fiumi di birra” e fumo, ci sono storie ed esperienze di vita vissuta, storie di giganti del mare dal cuore tenero ma dall’ardore vichingo e dall’animo guerriero!
Mi aspetta il gigante del cielo (compagnia SAS – Scandinavian) per la via del ritorno da Copenhagen a Roma; ma lasciatemi ancora sognare il cielo di Danimarca, lasciate che la mia mente, prima che torni vittima della pesantezza del quotidiano, vaghi ancora libera tra le stanze del Castello di Kronborg che ospitò il “povero” Amleto, Principe di Danimarca, vivo grazie al genio artistico di Saxo Grammaticus prima e di Shakespeare dopo! E ancora i sapori e gli odori di un grande borgo della marineria del Nord che lascia indelebile una scia nel cuore della nostra bella Europa.
Certo con l’euforia che trasmette l’Europa del Nord è difficile accettare di dover chiudere la valigia per tornare alla vita di sempre; ma sono andato via con l’animo colmo di soddisfazione, perché è solo viaggiando, è conoscendo altri popoli e culture differenti che puoi davvero metterti in discussione, guardarti allo specchio e confrontarti come uomo e come cittadino, puoi vivere con maggiore attenzione i problemi della vita ed apprendere "nuove filosofie" da chi ha già fatto progressi e nuove scoperte; e puoi dare tutto te stesso, la tua esperienza, la tua cultura, trasmettere i tuoi valori, mettendoti in gioco e scommettendo sul futuro e sui tuoi sogni ancora tutti da realizzare!
di Liberato RUSSO
giu07mer
ROMA _ A bordo di un camper attraverserà mezza Europa fino ad arrivare nel cuore dell'Asia. La spedizione che vede come protagonista un medico di Campobasso partirà proprio dal Molise per approdare in Tibet attraverso Grecia, Turchia, Iran, Uzbekistan, Cina e Mongolia. Una vera e propria avventura quella di un chirurgo del capoluogo molisano Giuseppe Berardi, dipendente Asl. Nei mesi scorsi, sempre con il suo camper, aveva già raggiunto Capo Nord. La nuova spedizione, da 28.000 km, ha il nome di 'Molise-Mongolia across the Tibet', e durera' da luglio a settembre. "E' un'occasione unica _ ha detto Berardi _ per esportare usi, tradizioni e cultura della nostra regione". gen06ven
TERMOLI _ Si sono incontrati casualmente sulla paradisiaca spiaggia delle Hawaii dove lui era arrivato per far conoscere i luoghi più belli dell'isola a due ragazze di Termoli, si guardano negli occhi ed è colpo di fulmine. Lei lo avvicina chiedendogli lezioni di surf che lui, Ferdinando Loffreda, 37 anni, fascinoso termolese con una passione sfrenata per lo sport a cui ha dedicato una vita, le offre gratuitamente. Ad un mese dalla loro conoscenza, decidono di sposarsi sulle rive di Kamaole-one, nelle Haway. nov10gio
Le spiagge bianchissime, il mare pulitissimo e cristallino di un verde chiaro che si estende a perdita d'occhio fino alla barriera corallina, le donne abbigliate con abiti multicolori e veli coloratissimi di tutte le lunghezze, Il ritmo di "pole pole"
La loro presenza silenziosa con i tipici indumenti dei guerrieri africani contribuisce ad incuriosire ed interessare chiunque verso un popolo ricco di tradizioni e sicuramente orgoglioso del proprio vissuto.
Tutto questo e ancora di più è Zanzibar, un'isola coperta da una vegetazione rigogliosa, ricchissima di tutti i tipi di frutta ma anche le prelibate e saporite spezie quale la cannella, il cardamomo, il curry, la canna da zucchero ed altre piante quale quella della tintura di iodio. Si può trovare davvero di tutto all'interno di una foresta zanzibarina dove è possibile nutrirsi e medicarsi attingendo direttamente dalla natura.
Ma i paesaggi così puri nei colori, i tramonti caldi dai colori vivissimi, lasciano incantati i viaggiatori che, immancabilmente, tornano in quell'angolo d'Africa dove le emozioni non possono non essere forti, i colori vividi, i profumi variegati, la gente calorosa.
Sono numerosi e tutti situati sulla spiaggia incatanta di Kiwenga i villaggi di nazionalità italiana dove i due medici Romolo Piccirillo e Lisa Mastrodicasa sono tornati dopo la loro esperienza di operatori sanitari nel villaggio della "Veratour" per unirsi con rito cristiano-cattolico in matrimio. Sono rimasti affascinati da quella magìa inspiegabile che cattura ch
iunque approda sull'isola delle spezie ed è stato lì che hanno voluto dire il "si" della vita. Sull'isola ferve la vita e le attività molteplici dei zanzibarini. In molti lavorano presso le strutture turistiche presenti, in vari ruoli. Perfettamente in grado di parlare almeno tre linghe tra cui l'italiano correntemente, i giovani sono istruiti e sono impegnati come istruttori in varie discipline sportive come wind-surf, vela, diving senza disdegnare il cabaret con ottimi risultati. Ma a catturare l'attenzione del popolo zanzibarino, sono loro, i bambini, la vera ricchezza della gente del posto. Autonomi già da pochi anni, i bimbi sono in grado di cavarsela tra mille insidie dei villaggi di Zanzibar. Schietti, sorridenti e generosi pur avendo poco, i piccoli sono disarmanti. Le donne solitamente si dedicano alla cura dei figli durante la giornata, tra un'occupazione ed un'altra nelle strutture turistiche dove molte prestano servizio in vari ruoli. Le giovani e le ragazze già sposate, solitamente sempre con il capo coperte da fuolards, per racimolare qualche dollaro si dilettano nella preparazione di acconciature di capelli tra cui le treccine, richiestissime dalle turiste, e nella realizzazione di tatuaggi di vari tipi e grandezze.
Quattro i quotidiani presenti a Zanzibar ognuno dei quali contraddistinto da un proprio stile e grafica oltre a settimanali e mensili. Ferve la vita tra i vicoletti della capitale dell'isola Ston Town disseminati di attività commerciali tra cui bar e ristoranti. Molti i negozi che fioriscono nella viuzze che propongono oggetti di artigianato locale. Variopinte, fantasiose ed inedite le tele dipinte dagli artisti zanzibarini, tutte dai colori sgargianti che non possono passare inosservate. La maggior parte dei soggetti riportati nelle opere pittoriche della zona sono i guerrieri della tribù Masai e le donne coperte da veli multicolori. Indimenticabili le zucche lavorate a mano della capitale Ston Town, i locali che si trovano dentro e fuori la città ed in alcuni villaggi, tutti realizzati rigorosamente in legno.
Le abitazioni dei zanzibarini sono costruite in parte in muratura mentre le più antiche in fango e paglia. La religione dominante è quella musulmana ma sono presenti anche i cristiano-cattolici. Zanzibar è una repubblica della Tanzania dove tra qualche giorno si terranno le elezioni del nuovo presidente. Diversi i candidati in lizza per l'ambito incarico. Nel corso degli ultimi mesi gli aspiranti alla "poltrona" sono stati impegnati in estenuanti comizi elettorali. A bordo di camion, i vari sostenitori in compagnia dei politici in lizza si sono spostati di villaggio in villaggio cercando di presentare un proprio programma elettorale. Da pochi giorni è stato eletto il nuovo Presidente della Repubblica della Tanzania. Si tratta diAmani Abeide Karume del partito CCM (Chama Cha Mapinduzi) di ispirazione popolare. Lo schieramento rivoluzionario si è aggiudicato l'ultima tornata elettorale riuscendo a spuntarla sull'altro schieramento di ispirazione conservatrice. Il neo Presidente ha già prestato giuramento. La popolazione zanzibarina ha fortemente sostenuto il candidato della CCM che ha visto con un buon margine di voti. Affascinati da questo fermento politico-culturale, commerciale ed impreditoriale i numerosi viaggiatori approdati sull'isola per qualche settimana di relax assoluto. In tanti si sono trovati davanti ad una realtà locale inattesa che li ha sorpresi non poco. Tra un'escursione ed un'altra alla scoperta delle bellezze paesaggistiche isolane, il soggiorno dei viaggiatori è stato arricchiato dagli spettacoli ed attività sportive dell'equipe di animazione che rappresenta il punto di forza di ogni villaggio italiano.
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ott18mar
La Turchia, "PORTA D'ORIENTE", è sempre così affascinante, così mistica, chiusa nei suoi travolgenti misteri, a volte difficile da capire, da raccontare... Istanbul, in particolare, la città che da sempre porta in se l’amore viscerale per la cultura del magico Oriente ma, allo stesso modo, già fortemente immersa nello “stress del vivere europeo”. Visitando questa enigmatica metropoli ho avuto come l’impressione di trovarmi in uno spartiacque, quasi fossi stretto nel bel mezzo di una “cerniera” tra la civiltà europea e quella orientale. Instanbul, quest’enorme “fiume in piena”, credo sia davvero simbolo di mille contraddizioni e di profondi cambiamenti. E non può essere diversamente: Istanbul è contraddittoria, come lo sono la sua posizione geografica (un po' in Europa, un po' in Asia; tra il Mediterraneo e il Mar Nero), la sua storia (città greca, capitale dell'Impero Romano d'Oriente, capitale dell'Impero Ottomano) e la sua gente. Ma forse, anzi sicuramente, è questo il suo sottile fascino… Istanbul mi ha regalato le tipiche “atmosfere orientali” dei mercati e quella vivacità popolare che trovi quotidianamente per le strade; un’armonica vivacità che si confonde con un palpabile e forte desiderio di vivere in un’Europa proiettata verso la modernità, da poca approdata su queste rive del Bosforo. E' una città da assaporare con calma, piena di fascino e sorprese; si potrà rimanere affascinati dalla Istanbul religiosa delle severe moschee, o scoprire tutto il mistero delle antichità greco-romane (un esempio fra tutti le antiche rovine di Efeso)… e ancora: la scoperta dei bazar e dei bagni turchi, essenza irrinunciabile nella vita degli abitanti di questa immensa metropoli! Il Gran Bazar è, a mio avviso, il luogo simbolo dell’incontro tra i cittadini di Istanbul e il mondo straniero; qui il turista vive la vera arte della “mercanzia” (in effetti si tratta di arte mercantile più che di commercio come lo intendiamo noi oggi), instaurando curiosi dialoghi in infinite lingue. Razze, culture, tradizioni e dialetti d’ogni genere si mescolano in una confusione di suoni, odori e colori di forte impatto. Spesso è facile trovare persone alle prese in discussioni appassionate sull’autenticità e sulle pregiate fattezze di singolari tappeti, per poi passare alla successiva fase della contrattazione del prezzo, che in Turchia è un vero e proprio rituale! Credo sia opportuno ricordare, specie a chi è interessato, che risulta profondamente sconveniente e scortese acquistare un oggetto al primo prezzo al quale viene offerto, primo perché il suo reale valore è sicuramente molto inferiore, poi perché s’interrompe quel rito di contrattazione che è alla base delle tradizioni del commercio turco. La fretta e lo scarso interesse, che a volte contraddistinguono noi europei, mal si conciliano con i ritmi di vita dei cittadini di Istanbul e del carattere direi “istrionico” dei mercanti nei bazar (paragonabile soltanto alla gestualità, al carattere e alla teatralità partenopea).
Il Gran Bazar è sicuramente uno dei mercati coperti più grandi al mondo e praticamente racchiude in se un’altra piccola città. Al suo interno sono state costruite strade, vicoli, moschee e numerose fontane; così come è possibile ammirare le splendide volte affrescate dal valore artistico davvero pregevole! Credetemi: quel centro di traffici e commerci è il teatro della vitalità popolare; non c’è strada senza un negozio, non c’è marciapiede senza che qualcuno venda qualche cosa. Ti offrono the o caffè purché entri nel loro negozio. Altri puliscono le scarpe ai passanti… Venditori ambulanti offrono ciambelle di sesamo e i più organizzati hanno carretti con una cassa di vetro chiusa; altri portano un vassoio sulla testa su cui i dolci stanno infilati in stabile equilibrio. Istanbul, una città enorme con una popolazione di oltre 12 milioni di persone, colpisce non solo per i suoi monumenti, ma anche per la sua gente: la mia impressione, diversamente da quello che pensavo prima di accingermi in questo splendido viaggio, è quella di un popolo pieno di dignità, che non chiede l’elemosina, ma accetta anche umili occupazioni per assicurarsi il necessario per vivere. Le donne, spesso con il capo coperto, ma vestite in varie fogge (all’occidentale o con gli abiti neri degli integralisti), ben rappresentano la molteplicità dei popoli e delle civiltà che convivono in questa magica terra. A questo proposito mi preme fare un appunto degno di nota: è vero, i Turchi sono di religione musulmana ma comunque laici; quindi le stesse ragazze possono camminare liberamente per la città con il foulard in testa, con il velo sui capelli o anche senza nulla. Non vi sono limitazioni. Inoltre si può bere tranquillamente una birra nei locali della città, mentre altri gestori hanno scelto di non servirla. Quindi libertà nel rispetto delle tradizioni di ognuno! Resteranno per me uniche le passeggiate lungo le vie del porto mercantile: un susseguirsi ininterrotto di locali, bar, birrerie da cui si diffondono odori intensi di profumi orientali, a volte sin troppo acuti…
E, sei spinto a seguire quell’odor di tabacco aromatizzato, di incensi e di fumo che t’inebriano i sensi finché un “droghiere”, con inviti fin troppo insistenti, ti spinge ad entrare e a rilassarti su molli cuscini, divani o puf dai pregiati ricami persiani, a consumare una tazza di the, o similare bevanda, o a tirare profonde boccate del classico narghilé. Di notte, poi, Istanbul cambia veramente volto… Un’infinità di luci che si riflettono sulle acque del Mar di Marmara come stelle lucenti. Devo ammettere che tra le luci dei ristoranti, dei locali notturni, dei bar e dei supermercati la vita è sempre molto attiva e travolgente. I mercanti turchi cercano sempre di fare il loro lavoro e di proporti il loro locale a volte persino trascinandoti all'interno, amichevolmente, ma con estrema determinazione! Posso però “confortare le vostre tasche”, visto che i prezzi sono nettamente più bassi rispetto ai nostri, e anche di parecchio! L'unica precauzione è di cercare negozi o supermercati con i prezzi esposti. Infatti è facile trovare uno stesso prodotto, in locali commerciali diversi, con prezzi differenti… Quindi sarebbe opportuno prima chiedere il prezzo. Se questo non è esposto bisognerebbe trattare o informarsi prima. Fate attenzione poi ai “milioni” di lire turche che utilizzerete per comperare. E' molto facile sbagliarsi o frasi "fregare". Evitate poi i taxi non ufficiali, sgangherati e senza tassametro. Per quanto riguarda il cibo direi che è buono anche se si mangia molto kebab, un po’ diverso dal nostro; poi arrosti, spiedini, insalate gigantesche, e tanta frutta… Insomma non siete su di un altro pianeta; Istanbul è come una qualsiasi metropoli occidentale, addolcita però da misteri ben più profondi: traffico, gente, locali e tanto, tanto rumore. Infatti è questo quello che mi ha colpito di più. Una sera, dal ponte della nave su cui ho viaggiato, osservando il mare e la città che si stagliava su un tramonto indimenticabile, sentivo questo continuo rumore di fondo, quasi la città respirasse, quasi fosse cosa viva! Prima di ripartire, non si può non visitare la Moschea Blu. Dopo una certa trafila, ci si toglie le scarpe che si infilano in appositi sacchetti di plastica forniti all'ingresso e si entra. Come certamente saprete, le moschee non hanno all’interno immagini sacre, al contrario delle nostre chiese cattoliche o ortodosse… Ma quello che effettivamente stupisce sono le dimensioni, l'enorme spazio vuoto, le ceramiche e le piastrelle che ricoprono il tutto, le luci tremolati dei candelabri, i tappeti colorati (ma fortemente maleodoranti) e la luce che filtra dalle splendide vetrate colorate.
La Moschea Blu prende il suo nome perché all'interno il blu è il colore dominante. Uno spettacolo davvero suggestivo e da non perdere. Così come resta per me indimenticabile il ricordo dell’ora della preghiera, che si ripete più volte nell’arco di una giornata. Nel regolare “tram tram” cittadino, d’un tratto tutta la vita si ferma, il mondo intero si paralizza all’intonazione del canto sacro dell’Imam… Ognuno, cadendo sulle proprie ginocchia, esattamente nel punto in cui si trova, cade in una profonda meditazione, che noi cristiani abbiamo quasi dimenticato! Per un attimo mi sono trovato nel più completo imbarazzo, pensando che il minimo movimento o una parola di troppo avrebbero potuto turbare quella quiete rotta sola dal cantilenare arabo del sacerdote! Poi, come se nulla fosse mai accaduto, la vita cittadina continua il suo scorrere quasi frenetico, in attesa del successivo “richiamo di Allah”…
In un turbinio di magie e di emozioni dal sapore orientale, ti lasci così cullare tra presente e passato, tra l’ossessione di fare subito nuove scoperte e la curiosità di conoscere altri strani rituali che ti coinvolgono incredibilmente… Ma è tempo di andar via; ci aspetta la vita frenetica delle nostre città, ci aspetta l’Europa dinamica e austera che ci riporta coi piedi per terra; ma l’anima torna a fluttuare, a sognare quelle terre lontane che per il sol fatto di averle attraversate, hanno già arricchito il nostro pensare!
di Liberato RUSSO |
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