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apr15sab
L’attrice termolese Rosaria Russo al fianco della regista Cristina Comencini: “un’esperienza senza precedenti; un modo nuovo di percepire il teatro”.
Di Liberato (del 15/04/2006 @ 14:15:42, in Cultura e Spettacolo, linkato 20906 volte)
Nello scorrere frenetico della quotidianità, nel rapido passaggio del tempo che stritola ormai le nostre vite, oggi non abbiamo più tempo per vivere in modo totale le nostre emozioni e condividerle con chi ci sta accanto, per ascoltare le esperienze, belle o brutte che siano, di chi trascorre insieme a noi momenti speciali… Ma in questo "turbine ossessivo" che è la ferialità fatta spesso di mille impegni, di frustrazioni, di ansie e di paure, se ci fermiamo un attimo forse riusciamo ancora a ritrovare, magari nell’armonia familiare, il senso vero della vita, delle cose, degli eventi che lasciano un segno indelebile, che generano emozione!
E’ quello che ho fatto io in questi giorni, ritrovando la persona che più stimo e ammiro al mondo: mia sorella! Un attimo, un ritaglio di tempo, uno di quei rari momenti che non lasci certo sfuggire…
Rosaria RUSSO, non è nuova all’appuntamento con “MYTERMOLI” e con forte emozione, a distanza di sei mesi, mi trovo nuovamente a ‘raccontarla’, ad esprimere con lei la passione più grande della sua vita: ‘il teatro e l’arte della recitazione’, un impulso viscerale, innato, sanguigno, che parte dal cuore per tornare al cuore; un sogno che trova finalmente la sua piena concretezza.C’eravamo lasciati con parole cariche di soddisfazione per la nuova esperienza da lei intrapresa nel mondo dello spettacolo in qualità di aiuto regista nella 'piece' teatrale “La Rubens” di Plauto, al fianco Vincenzo ZINGARO, noto regista e attore teatrale. “Si, un’esperienza importante – afferma Rosaria RUSSO - che mi ha aiutato a crescere, a vedere le cose sotto una luce diversa, forse in modo ancor più profondo. Ho scoperto un nuovo mondo fatto di talenti, di impulsi viscerali, di poliedricità artistiche, di qualità psicologiche importanti senza le quali è difficile capire e comprendere gli attori che ti stanno di fronte, i ruoli che sono pronti ad interpretare, e tutta la complessa ‘macchina artistica’ che ruota attorno alla ‘piece’ teatrale”.
Così, la nostra Rosaria, con coraggio e forza di volontà, si è calata pienamente nel “magma” vivo dell’arte, riuscendo a percepire quelle innumerevoli e sottili affinità che legano l’attore al testo, alla regia, a quella ‘particolare atmosfera’ che rende vivo il palcoscenico e che inevitabilmente coinvolge il pubblico.
C’è da dire che la bella e sensuale attrice termolese, ha continuato a muoversi con impegno, in un mondo non certo facile che impone sacrifici e responsabilità, senza tralasciare le occasioni che via via le si proponevano. Ha vinto un provino di doppiaggio che le ha permesso di scoprirsi come doppiatrice nello sceneggiato televisivo “La maledizione dei templari” andato in onda a Gennaio su RAI 1.
Gli ultimi impegni sono tutti nella 'fiction' televisiva di RAI 3 “La Squadra”, che l’ha vista debuttare come protagonista (per un’unica puntata) al fianco di Massimo Bonetti, Federico Tocci, Tony Sperandeo, ruoli fissi della serie TV in onda ormai da nove anni. (la puntata sarà quasi certamente mandata in onda sullo schermo subito dopo la pausa estiva).Tornando comunque al teatro, la notizia di maggior rilievo è quella che vede oggi Rosaria RUSSO al fianco di una regista di indubbie qualità, nonché già affermata scrittrice, Cristina COMENCINI, garanzia di un cinema italiano che può essere annoverato tra i migliori d’Europa. Anche in quest’occasione il ruolo di Rosaria è quello di ‘assistente alla regia’ nel primo spettacolo teatrale proprio della Comencini, da poco rientrata in Italia per la sua partecipazione negli Stati Uniti alla candidatura agli Oscar per il suo ultimo film, tratto tra l’altro dal suo omonimo romanzo, “La bestia nel cuore”.
La ‘piece’ teatrale intitolata “DUE
PARTITE”, in programmazione al Teatro Valle a Roma fino al 23 Aprile, è una commedia scritta e diretta dalla stessa regista romana ed interpretata da un “poker” di prime donne: Margherita BUY, Isabella FERRARI, Marina MASSIRONI, e Valeria MILILLO.“E’ una rappresentazione di due epoche, due diversi modi di vivere la femminilità: un ‘poker’ sull’evoluzione femminile. Nel 1945 – racconta Rosaria – quattro amiche di lunga data, giocano a carte, mentre le loro figlie giocano nella stanza accanto. Una partita intervallata da confidenze, chiacchiere, un modo come un altro per confrontarsi e confrontare le loro vite, le gioie, i dolori, gli svaghi, i dissidi, le illusioni, le frustrazioni…
Nessuno di loro lavora ed è predominante in loro il ruolo di moglie-madre. Dopo quarantacinque anni (II° atto), a confrontarsi non sono più loro ma le figlie, al funerale di una delle madri. Tutto è cambiato, ma gli argomenti sono gli stessi anche per loro, le bimbe di un tempo. Per somiglianze o per contrasti, le stesse attrici interpretano il ruolo di madri e di figlie. Tutte e quattro sono ora più consapevoli, ma anche più stanche delle loro madri. Il bilancio su come le madri siano cambiate è inquietante: se le madri avevano rinunciato ad un ruolo sociale diverso da quello familiare, le figlie rinunciano alla femminilità per fare qualcos’altro, come dedicarsi al lavoro o vivere passioni avvincenti…”
Dunque, uno spettacolo senza dubbio coinvolgente e che suscita forte curiosità.
Ma com’è Cristina COMENCINI, che cosa trasmette lavorare accanto ad una delle professioniste più in auge del cinema italiano?
“Cristina Comencini è una donna ermetica, esageratamente professionale. Lavora con scrupolo e determinazione e con un grande rigore. Nonostante il successo – afferma Rosaria - è pronta sempre a mettersi in discussione… E’ una donna apparentemente distaccata ma inevitabilmente coinvolgente; in poche parole ‘ti entra dentro’! La sua grande femminilità si cela nel suo essere velatamente maschile (professionalmente parlando) specie quando dirige i lavori. La sua femminilità non è nel mettere in mostra il fisico, che nel pieno della maturità è sempre in splendida forma, ma nel suo modo di pensare…un modo tutto cerebrale di essere donna”.
Hai detto di esserti confrontata con attrici importanti del cinema italiano: Margherita BUY, Isabella FERRARI, Marina MASSIRONI, Valeria MILILLO. Riesci a sviluppare, con una semplice frase, una fotografia dei loro caratteri?Margherita BUY: “un vulcano in continua esplosione; un ricettacolo di comicità e fascino al tempo stesso”.
Isabella FERRARI: “donna imperscrutabile e simbolo di assoluta sensualità…”.
Marina MASSIRONI: “se fossi un uomo mi innamorerei di lei… è unica”.
Valeria MILILLO: “elegante, sofisticata, attrice di talento…la vera attrice di teatro! Se avessi potuto scegliere avrei sicuramente interpretato il suo ruolo”.
Ormai sei una veterana di questo spettacolo teatrale di cui la Capitale ha beneficiato. Ma qual è l’aspetto forte del ‘canovaccio’, quale l’epicentro della “piece” teatrale della Comencini?
“Devo sottolineare come “DUE PARTITE” è davvero uno spettacolo riflessivo, di forte introspezione psicologica. D’altra parte con una regista come la Comencini non si può non essere attratti dallo spettacolo stesso che provoca enorme curiosità nel pubblico. La ‘piece’ teatrale è l’esaltazione dell’universo femminile, del femminismo e della femminilità. A me piace trovare il filo conduttore di questo spettacolo in due citazioni che mi hanno colpito fin da subito e che sono, a mio avviso, forti ed emozionanti; inizierei con le parole tratte dall’interpretazione di Valeria MILILLO, specie quando dice: “(…) noi donne non possiamo essere moderne; se fossimo moderne smetteremmo di essere donne! Come si può essere moderne quando a noi donne l’utero si deve aprire di 10-12 cm. per far passare la testa del bambino. Noi non possiamo essere moderne; noi facciamo l’esperienza più antica che c’è… l’unica rimasta: contenere un altro…(…)”
![]() “Ed ancora un passaggio tratto dall’interpretazione di Margherita BUY, dove è evidente l’insoddisfazione e la complessità dell’essere donna per arrivare ad analizzare i meandri della memoria e della psiche umana. “(…) la sera Mario prima di coricarsi si avvicina piano piano e mi chiede con gentilezza se non sono troppo stanca per fare l’amore… Ma che si fa così? Ma un po’ di energia, un po’ di virilità! Lui dovrebbe amarmi passionalmente, con tutto se stesso però senza farlo troppo vedere…L’amore, l’amore: possibile che non ci sia un’altra cosa al mondo che valga tanto? L’eterna illusione! (…)”“Dunque l’amore come ‘tormentone’ di tutto lo spettacolo, un amore - continua Rosaria – che non dovrebbe essere solo passione o magari un semplice e profondo sentimento fraterno; l’amore dovrebbe essere qualcosa di più elevato, forse qualcosa di utopistico che non ci sarà mai! Per dirla con le parole del poeta Rilke, presente anche nel testo teatrale, l’amore in questo dovrebbe consistere: che due esseri si custodiscano, si delimitino e si salutino a vicenda”.
Questo lavoro teatrale ha davvero impegnato Rosaria in una lunga “full immersion”, regalandole però, alla resa dei conti, la soddisfazione di vedere realizzato un altro sogno, riuscendo a vincere ogni resistenza, ogni attrito o chissà quante altre perplessità.
Continuano dunque ad infoltirsi gli appuntamenti artistici per l’avvenente attrice termolese, anzi Molisana, che porta sempre la sua terra, la sua piccola regione nel cuore. E’ proprio per questo che a breve ci saranno nuove ed emozionanti sorprese che interesseranno la nostra attrice e la terra molisana alla quale è legata e che è parte importante della sua vita, del suo carattere, dei suoi sogni e perché no del suo stesso avvenire… Rosaria RUSSO svela in anteprima l’iniziativa voluta fortemente dalla “Pro loco” di Larino il cui Presidente, Nicola Lozzi, ha voluto a tutti costi che l’attrice termolese fosse del gruppo! Si tratta del dramma teatrale “ISABELLA E IL DUCA”, opera dello scrittore larinese Giuseppe D’Addario che narra una vicenda storica del 1679 (ne parla anche lo scrittore Dumas nel romanzo “Un Regno insanguinato”) che si svolse proprio a Larino e che vide l’assassinio di Francesco Carafa, prepotente Duca della città frentana, e di Isabella Belvedere.Un avvenimento di grande valore storico-culturale imperniato sulla migliore storia del Mezzogiorno, intriso di fatti, accadimenti, vicende e racconti di un Regno ancora legato all’asprezza della feudalità.
Il ‘cast’ è composto da attori non professionisti provenienti dal Molise; ma lo spettacolo si avvarrà della partecipazione straordinaria di Rosaria RUSSO e Manfredi SAAVEDRA, due attori di questa terra che stanno riscuotendo successo in campo artistico nazionale.
La regia del dramma è di Teodoro Farinaccio e Pietro La Barbera; la scenografia di Giada Scatena e Rosa Di Maulo. Così, grazie alla Pro loco frentana e all’Assessorato alla cultura della Provincia di Campobasso, la storica ‘piece’ teatrale avrà modo di calcare il palcoscenico del Teatro SAVOIA di Campobasso e via via sarà riproposto in altri Teatri Molisani. Un ‘tour’ tutto locale che mostrerà le qualità, la genialità e la ‘verve’ artistica di un ‘professionismo nostrano’.
Ancora una volta, dunque, il sottoscritto e la redazione di “MYTERMOLI” ringrazia Rosaria RUSSO e con affetto le augura un futuro ricco di soddisfazioni…non ultima quella che l’ha vista, a Dicembre 2006, coronare il suo ciclo di studi con la tesi di laurea in Economia e Commercio presso l’Univeristà di Bologna, lavoro incentrato inevitabilmente sulla gestione economica dei maggiori teatri italiani.
di Liberato RUSSO
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