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Il mio paese nativo Termoli Non dimenticherò Non dimenticherò mai… il cinguettio degli uccelli, in primavera il fruscio delle foglie e la brezza del vento in autunno Non dimenticherò mai… il sole come un fuoco cocente dell’estate i fuochi d’artificio in Agosto e l’odore del legno bruciare nel freddo inverno Non dimenticherò mai… gli odori del mare dell’acqua azzurra le nuvole nel cielo blu e la candida neve in dicembre Non dimenticherò mai Il mio paese e mai lo farò.

Alessia Cericola - Melbourne

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nov04mar
Giunta provinciale: per Natalini del Prc l'esecutivo con l'ingresso di Spina si è "sbilanciata" verso il centro destra. "Il rischio? E' che tutti finiscano nell'Idv"
Di Redazione (del 04/11/2008 @ 21:36:37, in Il Commento di..., linkato 240 volte)

CAMPOBASSO _ Il completamento della Giunta nell’Ente Provincia di Campobasso, a seguito della nomina ad assessore del consigliere Spina, chiude una lunga vicenda su cui credo sia doveroso dare un giudizio ed una definizione finale in merito alla collocazione politica della stessa. Il partito della Rifondazione Comunista ritenne, pur non avendo firmato la mozione di sfiducia, di non partecipare ad una maggioranza che non era più quella scelta dagli elettori ma una soluzione trasversale possibile solo con l’apporto di tre consiglieri provenienti dal centro destra.

Una scelta non facile, che ci ha comportato la perdita del nostro consigliere, ma giusta, coerente – riteniamo - e soprattutto in controtendenza al trasversalismo imperante in questa fase politica. I confini delle coalizioni si possono estendere, ma non eliminare. A quale schieramento politico può essere ascritta l’attuale maggioranza della Provincia? Sicuramente non al centro destra, ma nemmeno al centro sinistra. Forse l’unico riferimento possibile è il movimento dipietrista, il cui tratto più caratteristico è la sua indefinibilità.

D’altronde, una maggioranza costruita solo sulla necessità della sua sopravvivenza numerica - e, quindi, sulla disponibilità dei singoli consiglieri ormai fluttuanti nello spazio circoscritto di via Roma, lontani dai partiti che li hanno eletti -, riesce a trovare solo nel movimento dipietrista una specie di patrocinio politico capace di fornire un riferimento che vada al di là dei rapporti personali e delle mura di Palazzo Magno. Va anche tenuto presente che Di Pietro, ormai, non è più solo il riferimento politico, ma anche il soggetto da cui dipende la sopravvivenza politica del Presidente e della sua maggioranza, a cui potrebbe metter fine in qualsiasi momento, o qualora ritenga vi siano ostacoli alla sua opera di “fagocitazione” della stessa. Nella nomina dell’ultimo assessore emerge con chiarezza tutta la condizione di una maggioranza che definirei “bella senz’anima”.

Rispetto alle fanfare che suonarono per la nomina del comunista Occhionero - allora opportuna non solo per attribuire un assessorato al PdCI ma anche per bilanciare “a sinistra” lo sbandamento risultante dall’apporto dei consiglieri di centro destra -, la conferenza stampa per la nomina di Spina è stata inaspettata e sottotono. Forse nel tentativo di sminuire quanto più possibile le contraddizioni ormai difficili da nascondere e che, in effetti, sono venute fuori. In questa conferenza stampa, il Presidente afferma di non aver obblighi di consultazione verso l’UDEUR perché tale partito è fuori dalla maggioranza e, alla Regione, è passato con il centro destra. Ma anche l’UDC alla Regione è con il centro destra con tanto di assessori, ed anzi proprio l’appartenenza o la vicinanza di Remo Grande e di Giovanna Picciano all’UDC è stata utilizzata per avvalorarne la compatibilità con la nuova maggioranza.

Inoltre, sempre nella stessa conferenza stampa, il consigliere Spina e il “sub-entrante” Arienzale rivendicano tranquillamente la loro appartenenza all’UDEUR, anzi Spina si spinge a dire anche di meritare un premio per aver portato a due il numero degli esponenti UDEUR nell’Ente (con buona pace di Manocchio). Pertanto ritengo che la nomina di Spina ed il conseguente subentro di Arienzale Libero rappresenta un netto spostamento a destra della maggioranza e, congiuntamente, un aumento considerevole di consiglieri ed assessori totalmente autonomi da qualsiasi forza politica e, come tali, tutti a rischio di finire calamitati dall’I.D.V. Se non si voleva spostare a destra - e pur nelle difficoltà oggettive e anomalie in cui è costretta a sopravvivere politicamente la maggioranza - perché si è ritenuto più opportuno ricercare un accordo - fuori dal partito di appartenenza - con un consigliere firmatario della sfiducia al Presidente (con tanto di dichiarazione di voto in aula), cioè Spina, e non con esponenti provenienti da un partito, quale Rifondazione, che non ha mai firmato la sfiducia?

Come mai non si è voluta verificare la possibilità di nominare assessore Carmine Perugini, che aveva già prestato giuramento di fedeltà al Presidente, e provare a convincere – come fatto con Arienzale – il primo dei non eletti del PRC Fulvio Antenucci, che ci ha assicurato di non essere mai stato contattato?.

Intendiamoci, solo per capire, ma senza alcuna ombra di dubbio sull’ovvio rifiuto che sarebbe venuto da Antenucci e, meno che mai, sulla fermezza della nostra posizione così come assunta. Chiudo chiedendo e chiedendomi: - Il consigliere Perugini, che ha sempre affermato di aver lui rinunciato all’assessorato spettante a Rifondazione ( in verità la proposta non l’ha mai sentita nessuno!), lo ha fatto in favore di un esponente UDEUR? E’ noto che ha abbandonato il PRC, ma non voglio credere che si stia spostando verso destra;

- E i partiti della maggioranza – in particolare i Comunisti Italiani, lo SDI ed i Verdi – sono stati consultati su tale scelta? - E se sì, hanno ritenuto che vi fosse la necessità di riequilibrio a destra piuttosto che a sinistra della maggioranza?. In conclusione, ritengo che la maggioranza venutasi a creare alla Provincia di Campobasso manchi di un anima politica, capace di un’esistenza puramente autoreferenziale. Di conseguenza non è in grado di dare il necessario contributo, anzi, rende più difficile qualsiasi tentativo di ricreare una coalizione capace di affrontare le imminenti ed importanti sfide elettorali che ci attendono. Mi auguro, quindi, che si ristabilisca al più presto un dialogo fra le forze politiche della coalizione premiata dagli elettori nel 2006, al fine di realizzare una nuova intesa capace di restituire alla Provincia di Campobasso un ruolo di riferimento importante per tutto il centrosinistra molisano.

Il Segretario Regionale del Partito della Rifondazione Comunista-S.E.

Mauro Natalini

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